“Ma le folle lo seppero e lo seguirono. Egli le accolse e si mise a parlare loro del regno di Dio e a guarire quelli che avevano bisogno di cure. Ora, il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: “Lascia andare la folla, così che possa procurarsi cibo e alloggio nei villaggi e nelle campagne qui attorno, poichè qui siamo in un luogo deserto”. Gesù disse loro: “Date loro voi stessi da mangiare”. Ma essi risposero: “Noi non abbiamo che cinque pani e due pesci. Vuoi che andiamo a far provviste per tutta questa gente?”. Erano infatti circa cinquemila gli uomini presenti. Egli disse ai discepoli: “ Fateli sdraiare a gruppi di cinquanta”. Così fecero e invitarono tutti a sdraiarsi. Allora Gesù, presi i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al Cielo, li benedisse,li spezzò e li diede ai discepoli perchè li distribuissero alla folla. tutti mangiarono a sazietà, e dei pezzi avanzati ne portarono via dodici ceste.”
“ Ma le folle lo seppero e lo seguirono.
L’iniziativa è delle folle che decidono di seguire Gesù. Le folle hanno bisogno di cure e riconoscono la necessità di essere accudite, di trovare una parola che dia loro senso, pace, e la dignità di essere. Le folle sono anche le nostri voci interiori che gridano aiuto, e hanno bisogno di ritrovarsi integrate attorno ad un unico Nome.
Egli le accolse e si mise a parlare loro del regno di Dio e a guarire quelli che avevano bisogno di cure
Il Nome è Cristo, e chiunque si ri-volge a Lui viene accolto e guarito.
Essere accolti da Gesù il Cristo significa avere accesso al Regno del Padre.
Ora, il giorno cominciava a declinare
La dimensione che permette alle folle l’incontro è quella dell’imbrunire e del deserto.
Il deserto è l’uscita dalla dispersione, dalla confusione e dalla moltitudine. E’ il riconoscimento della condizione di penuria in cui ci si trova ed è richiamo all’essenziale.
L’imbrunire è il momento in cui necessariamente il giorno incontra la notte, è si invitati a fare luce nell’ombra. I contorni delle cose si sfumano, le certezze vengono meno e si può dare spazio alle domande più vere, a quelle che partono dalle fondamenta.
e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: “Lascia andare la folla, così che possa procurarsi cibo e alloggio nei villaggi e nelle campagne qui attorno, poichè qui siamo in un luogo deserto”
Questa situazione inizialmente disarma i Dodici: il deserto è arido e non c’è di che nutrirsi, le persone sono tante, le nostre voci interiori anelano alla giustizia e alla libertà e nonostante il bisogno sia immenso, i discepoli vorrebbero rinunciare, lasciando che le folle trovino di che nutrirsi nei villaggi vicini, trovino qualche riempimento che possa stordirle ancora un poco, far tacere quella fame e quella sete così urgenti.
Gesù disse loro: “Date loro voi stessi da mangiare”
Gesù davanti ai dubbi e alla paura, richiama i discepoli alla responsabilità personale e all’azione. Richiama l’uomo a se stesso.
Ma essi risposero: “Noi non abbiamo che cinque pani e due pesci.
I discepoli credono di avere poco, cinque pani e due pesci.
I primi sono i cinque sensi, e i due pesci l’amore e la conoscenza, il maschile e il femminile, il conscio e l’inconscio.
I discepoli possono dare solo loro stessi e pur riconoscendosi fondati sull’amore e sulla conoscenza, si ritengono inadeguati e incapaci di sfamare e nutrire.
Egli disse ai discepoli: “ Fateli sdraiare a gruppi di cinquanta”.
Gesù ci dà quindi delle indicazioni operative: il richiamo ai gruppi di cinquanta indica la necessità di trattare le persone non a livello di folla, di massa. Il cinque è sempre un riferimento trasformativo in chiave salvifica, e allude anche al compattamento, al raccoglimento che rende più efficace l’azione di Dio. In questo senso potrebbe anche essere un’indicazione del fatto che un gruppo, una comunità non può essere enorme, perchè rischia proprio la disumanizzazione, la dispersione.
A livello individuale ci invita a procedere nel lavoro di integrazione con ordine e prudenza, muovendoci con dignità priva di presunzione.
Allora Gesù, presi i cinque pani e i due pesci e, levati gli occhi al Cielo, li benedisse, li spezzò e li diede ai discepoli perchè li distribuissero alla folla.
Gesù prende e unisce ciò che viene raccolto – i pani e i pesci. In lui ogni cosa è benedetta e si moltiplica.
Siamo invitati a fare lo stesso: guardare al Cielo e offrire quello che siamo alla Sorgente di Tutto. Offrire ciò che siamo al Cielo è l’atto che rende possibile l’azione trasfigurante dello Spirito.
Ciò però non può significare solamente l’attesa di un intervento soprannaturale di Dio, sarebbe una risposta ingenua e irresponsabile, ma richiede una partecipazione attiva da parte nostra, nel tentativo di conformarci a Dio.
Conformarci a Dio implica una continua integrazione delle nostre dimensioni e voci interiori, integrazione che avviene cooperando alla Sua azione trasfigurativa, attraverso un impegno personale di autoconoscenza e amore costantemente aggiornato e illuminato dal Suo spirito.
Ciò che sembra finito, scisso, escluso, smarrito, può diventare infinito, unito, integrato, recuperato.
Contemporaneamente possiamo mettere a disposizione i nostri pani e i nostri pesci agli altri, offrire noi stessi al mondo in una dimensione oblativa.
La relazione d’amore è relazione di conoscenza, dobbiamo assicurarci che i nostri sensi e le nostre dimensioni più profonde non siano avvelenati, che non siano impuri, che non siano nocivi per gli altri, che non siano famelici, appropriativi, rapaci.
Che non riconducano tutto esclusivamente ad Io.
Allora tutto quello che passa attraverso i nostri sensi, la nostra conoscenza e il nostro amore, se affidiamo quello che siamo alla Sua benedizione, diventa cibo per gli altri.
Nella condivisione oblativa che è relazione d’amore (agape) partecipiamo della natura di Cristo, e quello che all’apparenza sembra nulla diventa sovrabbondante.
Il Cenobio
Questa lettura mi ha dato un senso di fiducia, la convinzione che anche se piccoli e non produttivi i piccoli passi fatti sapendo di essere nella direzione giusta, possono lascire comunque un piccolo segno in noi. E che la costanza e il non abbattimento alla fine possano portare al cambiamento, usando tutti gli strumenti che ci sono stati donati. Ciao